Facebook Ad Blocker: la guerra è iniziata!

Facebook ha dissotterrato l'ascia di guerra e le sue migliori truppe di programmatori stanno già combattendo una delle più epiche battaglie telematiche del nuovo millennio: quella contro gli ad blocker.

Cosa sono gli Ad Blocker

I software per bloccare le ads sono sempre più diffusi, anche in versione freeware e sono in molti gli utenti che, per ferma convinzione o anche solo per provare, li installano e li utilizzano regolarmente. La particolare tipologia di software è nata proprio per bloccare gli annunci pubblicitari contestuali alla visualizzazione di pagine web da browser, spesso diventati troppo aggressivi.

Lo scopo delle compagnie che producono ad blocker è di ottimizzare l'esperienza di navigazione in Internet agli utenti, mediante il filtraggio e l'eliminazione selettiva delle pubblicità. Questo nobile intento, però, molto spesso è in netto contrasto proprio con una delle principali fonti di guadagno dei siti web in generale e, in particolare, dei social network, diventati richiestissimi canali per il web marketing di ultima generazione.

Lo sviluppo e la diffusione sempre più capillare dei software di ad blocking costituisce una seria minaccia per il sostentamento (e i fatturati record) di alcuni tra i più importanti social network del momento. Naturalmente, Facebook è sempre il social di maggior rilievo, anche quando si parla di introiti pubblicitari e, per questo, Mark Zuckerberg ha ancora una volta anticipato il futuro, correndo ai ripari e armando le truppe.

Gli ad blocker si sono specializzati nel distinguere e bloccare gli annunci pubblicitari in fase di caricamento ma i programmatori del colosso social di Menlo Park hanno sviluppato un sistema di annunci pubblicitari immuni ai blocker.

L'annuncio è arrivato direttamente dai piani alti di Facebook. Il vice presidente di Facebook Andrew Bosworth, noto anche come "Boz", ha annunciato un cambio delle modalità di caricamento delle pubblicità nella versione desktop del social network, cioè quella che viene comunemente aperta da browser e non da App mobile. Questa modifica sostanziale dovrebbe permettere a Facebook di arginare gli ad blocker, tornando ad essere uno dei canali di web marketing più sicuri e convenienti per le imprese che cercano una pubblicità efficace in internet.

La difesa di Facebook e il contrattacco degli ad blocker

Mentre la gran parte degli internauti si godeva una breve parentesi analogica fatta di sabbia, sole e mare, Facebook e i software di ad blocking, AdBlock Plus in particolare, si sono scambiati colpi decisivi.

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La prima stoccata è stata assestata dal re dei social network che ha reso le pubblicità impossibili da distinguere, sotto l'aspetto del codice, dai post pubblicati dagli stessi utenti. Queste modifiche hanno riguardato la versione desktop, il cui utilizzo è sempre più limitato. Il popolo di Facebook, infatti, si è spostato sul mobile, con cifre che superano l'80% di iscritti che vi accedono utilizzando le App.

La replica è arrivata in circa un paio di giorni, con AdBlock Plus che ha inasprito le modalità di detecting degli ads arrivando, secondo Facebook, a bloccare anche post di utenti.

Da Menlo Park, intanto, arrivano voci rassicuranti per gli utenti e soprattutto per gli investitori che acquistano spazi pubblicitari. Facebook sarà in grado di replicare a breve a tutti i software sviluppati per bloccare le ads.

Intanto, dal campo di battaglia si passa alle schermaglie diplomatiche, con AdBlock Plus che accusa Facebook di voler limitare la libertà di scelta degli utenti. Il social network, di contro, punta il dito sulla società di ad blocking, a suo parere colpevole di oscurare post di amici e pagine, pur di bloccare la pubblicità.

Facebook VS ad blocker: da che parte stare?

La pubblicità in Internet può effettivamente, in molti casi, rappresentare una minaccia per gli utenti del web. Si moltiplicano i siti, con contenuti interessanti o spam che siano, ai quali si accede solo dopo l'apertura di diversi popup aggressivi che, spesso, determinano perdite di tempo eccessive e, in sostanza, le condizioni per parlare di disservizio. Per far fronte a queste realtà, ben vengano software in grado di migliorare la navigazione degli utenti, tenendoli a riparo da un indesiderato bombardamento pubblicitario.

Il caso di Facebook, di molti siti web popolari e di altri social network di successo, però, è molto diverso. Il sostentamento di queste realtà si fonda proprio su una pubblicità che viene presentata in maniera seria, evitando i tipici colpi bassi delle strategie un tempo definite "Black Hat". Le pubblicità, come ribadito da "Boz" Bosworth, sono parte integrante di Facebook e fanno parte di un'esperienza di navigazione dell'utente a 360°. Facebook nasce come un network che è anche pubblicitario e non ha virato sugli ads in un secondo momento, alterando anche la prospettiva offerta ai milioni di iscritti in tutto il mondo. Per queste ragioni, dal quartier generale di Menlo Park in California il messaggio che passa è univoco: la battaglia contro i Facebook ad blocker è legittima e va vinta a tutti i costi.

Facebook: un'ottima opportunità anche low-cost per un web marketing produttivo

Come calcolato da qualche esperto del settore, il danno economico attuale provocato dai Facebook ad blocker è abbastanza esiguo. Sui dispositivi mobili, in caso di utilizzo di App, gli ad blocker sono inefficaci, mentre il blocco riguarda soltanto la versione desktop, utilizzata da meno del 20% degli utenti mondiali totali.

La stessa dirigenza Facebook ha dichiarato che la battaglia informatica contro gli ad blocker non mira a tutelare interessi economici ma è finalizzata a difendere un principio. Naturalmente, aggiungiamo, serve anche a rassicurare chi investe in pubblicità su Facebook, la cui piattaforma di web marketing è tra le più efficaci e vantaggiose del momento.

Oltre un miliardo di utenti attivi al giorno, con tempi di permanenza considerevoli, fanno di Facebook il miglior canale pubblicitario del momento. La piattaforma è utilizzata da compagnie enterprise di livello mondiale ma rappresenta una ottima occasione anche per la piccola e media impresa e per le realtà economiche che hanno budget limitati. Il software di Facebook, sviluppato e migliorato in anni di esperienza e con i più potenti mezzi tecnologici a disposizione, permette di far arrivare la propria pubblicità soltanto a determinati target di utenti profilati, selezionati per aree geografiche, età, interessi e altre variabili significative. In questo modo, si riduce il costo complessivo di pubblicità con formula pay-per-click o pay-per-impression, migliorando sensibilmente la resa e i tassi di conversione. Facebook, inoltre, offre anche diverse soluzioni per farsi pubblicità più o meno gratis e non c'è da stupirsi se il logo blu con la "f" è sempre un riferimento, quando si parla di web marketing avanzato.

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